
MASITTO CRISTIANO | |||
MILANO, 18 giugno 1972 | |||
1997-98 | Serie C1 | 21 | 6 |
1997-98 | Coppa Italia Serie C | 4 | 0 |
1998-99 | Serie B | 12 | 0 |
1998-99 | Coppa Italia | 4 | 1 |
Totale (Pres. – Reti) | 41 | 7 |
Fonte: “Cesena Calcio, una storia unica“, Geo Edizioni

Cristiano Masitto arriva a Cesena nel novembre 1997 dopo avere rescisso il contratto con il Ravenna. Il suo debutto in bianconero è tra i più esaltanti che si ricordino. Quel giorno la squadra di Benedetti ospita il Livorno, a punteggio pieno dopo nove giornate e accompagnato da settemila tifosi toscani. Ad inizio ripresa Masitto conquista la punizione da cui parte la goleada (4-0), poi assiste Agostini per il raddoppio a coronamento di una fuga di quaranta metri e firma un gran gol, dopo essersi bevuto in un fazzoletto tre difensori. La partita, che riapre il campionato, termina con i tifosi bianconeri in campo che portano in trionfo il nuovo acquisto, rimasto scalzo e con le sole mutande e maglietta della salute.
Memorabile è anche la rete in Cesena-Pistoiese (2-1), quando parte da poco oltre la metà campo, all’altezza della panchina bianconera, salta cinque avversari, fintando ogni volta di battere in porta, poi fulmina il portiere e fa venire giù il Manuzzi. I tifosi cantano “Masitto come Ronaldo” e quando si trova di fronte il vero “fenomeno” in Inter-Cesena (1-0) di Coppa Italia, nella stagione seguente, a fine gara si porta a casa la maglia numero dieci del brasiliano. Non è però tutta gloria, anzi. A giornate esaltanti alterna prestazioni avvilenti e svogliate, ma soprattutto delude in serie B l’anni seguente. Nel gennaio 1999 se ne va al Savoia.
Masitto non è solo un giocatore, è un personaggio estroso e bizzarro. È chiamato il “cantacalciatore”, perché la sua vera passione è la musica. Da ragazzo si guadagna da vivere facendo le serate nei piano bar, mentre di giorno gioca tra i dilettanti. Come calciatore conserva lo spirito ribelle e stravagante dell’artista. Così ad esempio festeggia la promozione del Cesena in serie B, strombazzando per le strade della città a bordo di un’Ape con in testa un cappellone bianconero. Oppure in Cesena-Saronno (1-1) a promozione già raggiunta, mentre gli altri compagni scendono in campo con il volto dipinto di bianco e nero, Masitto gioca con una parrucca di treccine alla Gullit che gli copre la pelata.
(tratto da “Cese…nati per questa maglia”, Geo Edizioni)








