
Con il mercato estivo del 1965 il Cesena riuscì a portarsi a casa Franco Gallina, un giocatore poco noto al pubblico, ma non per gli addetti ai lavori e tantomeno per i dirigenti del Cavalluccio, che lo ottennero in prestito dal Genoa dopo che aveva ben figurato nella stagione precedente con l’Entella.
Napoletano, nato il giorno di capodanno del 1945, disputò una sola stagione in bianconero agli ordini dell’accoppiata Matassoni-Baldi, con 30 presenze condite da 10 reti e un’espulsione, oltre a 5 amichevoli con 7 reti. Fu convocato anche con la selezione di serie C per una partita in Olanda. Chi lo vide giocare conserva un buonissimo ricordo, chi lo affrontò (e lo subì) da avversario un po’ meno, molto meno.
E’ il caso del grandissimo Giovanni Trapattoni, allenatore pluridecorato in Italia e nel mondo, di cui basti solo ricordarne i trionfi da giocatore col Milan e da tecnico di Juventus, Inter e Bayern. Uno che ci capisce di calcio e che ne parla a ragion veduta. Uno che se gli chiedi chi è il più temibile tra Pelé e Sivori, ti risponde senza esitazioni: Gallina.
Dopo aver marcato con successo i due fuoriclasse sudamericani, appunto, il Trap incrociò gli stinchi anche con il nostro Franco Gallina il 17 novembre del 1968, quando l’ex cesenate debuttò in serie A con il Lanerossi Vicenza, proprio alla “Scala del calcio” contro il Milan campione d’Italia in carica. I rossoneri ne fecero un sol boccone (4-1) ma dopo essere andati in vantaggio di due reti, con Sormani e il futuro bianconero Carlo Petrini, proprio Gallina accorciò le distanze con un tiro ravvicinato, scatenando però l’immediata reazione di Pierino Prati che segnò due reti al portiere vicentino Adriano Bardin, altro futuro cesenate. Nel giorno del suo esordio, Gallina fu proclamato dalla Gazzetta dello Sport come il migliore dei suoi mentre Trapattoni raccolse giudizi poco lusinghieri.
La prima ed unica stagione in serie A di Gallina si concluse con 12 presenze e ben 4 reti, grazie a quella segnata la domenica successiva al Napoli di Zoff, Altafini e Sivori, a quella di qualche settimana dopo alla Roma di Pizzaballa e, la più importante di tutte, quella dell’ultima giornata contro il Verona a nove minuti dal termine, che valse la salvezza del suo Lanerossi. Nella stagione successiva iniziò sempre a Vicenza, senza mai giocare, per poi tornare a casa nel mercato invernale, e proseguire la sua carriera negli anni successivi all’Internapoli prima di sparire dai radar del calcio che conta.
Se ne ricorderà di lui tutta la vita il Trap, al punto che nel 1989 sulla Gazzetta dello Sport compare il titolo di una sua dichiarazione con la quale citerà proprio Gallina come giocatore più temibile di Pelé e Sivori. Era domenica 8 gennaio 1989 e, proprio quel giorno, Hans Holmqvist con il suo unico gol in serie A col Cesena stenderà il Milan: chissà se Franco Baresi ricorda ancora oggi il folletto svedese come il Trap ricorda quello napoletano.
Pierpaolo Rossi





